Coronavirus, la bozza del decreto economico ha (poche) luci e (molte) ombre

Quello che è circolata ieri sera, e che stamattina abbiamo ritrovato sui quotidiani, è un decreto economico su cui il Governo ha ancora molto da lavorare. E’ vero, si tratta di una prima bozza. Ma, anche in questo caso, appare quantomeno curioso che, al momento, non siano indicate né le modalità né l’entità delle risorse che saranno indirizzate a finanziare le necessarie e urgenti misure a sostegno della liquidità di famiglie e imprese, specie quelle che più di tutte stanno subendo gli effetti negativi dell’attuale situazione di emergenza.

Se da un lato, infatti, il voucher baby sitter e il congedo parentale, seppur solo al 30%, così come il bonus caregiver e l’aumento degli organici del personale sanitario, sono certamente interventi importanti, dall’altro lato nel testo non vedo particolare attenzione ai lavoratori autonomi, alle partite IVA, ai professionisti, ai commercianti. A coloro, cioè, che tutte le mattine si mettono in gioco, e che oggi si trovano a vivere una crisi di liquidità senza precedenti e che mette a dura prova la loro stessa continuità aziendale. Per costoro, è certamente importante un sostegno attraverso il sistema bancario. Ma, più di tutto, servono interventi di ristoro economico significativi e diretti,

Pages: 1 2

Coronavirus, il Governo garantisca guanti e mascherine per tutti

Ai grandi sacrifici che gli italiani stanno affrontando a causa dell’emergenza coronavirus, deve corrispondere un impegno del Governo non solo ad indicare con più chiarezza quali siano le restrizioni e quali categorie lavorative coinvolgano, ma anche a fare in modo che strumenti indispensabili per fermare il diffondersi del virus, come guanti in lattice e mascherine, siano messi immediatamente a disposizione di coloro che si trovano in prima linea, a cominciare dagli operatori sanitari e di pubblica sicurezza, di chi svolge mansioni e professioni a contatto col pubblico e di chi utilizza i mezzi pubblici per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Mi auguro che il neo Commissario delegato a gestire l’emergenza Domenico Arcuri voglia fare in modo che i dispositivi di sicurezza necessari per difendersi dal coronavirus siano immediatamente disponibili per tutti gli italiani, attraverso un acquisto massiccio all’estero e, contestualmente, avviandone la produzione nel nostro Paese. Per noi di Forza Italia si tratta di una misura necessaria e urgente, e in tal senso vigileremo affinché la struttura commissariale, dotata di “ampi poteri di deroga” come ha sottolineato ieri sera il premier Conte, lavori da subito in questa direzione.

Coronavirus, per l’emergenza economica mettiamo in campo tutto ciò che serve

Noi di Forza Italia, insieme ai partiti del centrodestra, già nei giorni scorsi avevamo indicato l’ammontare delle risorse necessarie per una prima risposta concreta alle emergenze, in primis sanitaria ma anche economica, causate dal diffondersi del coronavirus.
La scelta del Governo di prevedere nel provvedimento oggi in Aula alla Camera uno stanziamento pari a 25 miliardi, una cifra che peraltro si discosta di molto rispetto alle sue previsioni iniziali, ci avvicina alla cifra di 30 miliardi che avevamo indicato al premier Conte e al Ministro Gualtieri, il valore cioè dell’avanzo primario conseguito dal nostro Paese nel 2019, pari all’1,7% della ricchezza prodotta dagli italiani.
E’ fondamentale e prioritario, infatti, mettere in campo risorse economiche adeguate alla tenuta del sistema sanitario italiano, messo a dura prova in tutte le sue componenti, e al sostegno del nostro tessuto industriale, delle nostre piccole e medie imprese, dei commercianti, degli artigiani, dei liberi professionisti.
È chiaro che si tratta di un intervento iniziale, perché purtroppo in questa fase non possiamo prevedere con certezza quali saranno gli esiti dell’emergenza in corso. Tuttavia dobbiamo fin d’ora prepararci a mettere in campo tutto ciò che serve, perché di fronte ad una situazione eccezionale nella sua negatività si deve rispondere con armi non convenzionali, e l’Italia deve essere in grado di farlo adeguatamente.

Emergenza economica, al Governo chiediamo interventi per i lavoratori autonomi, professionisti e partite IVA

L’emergenza Coronavirus sta danneggiando profondamente l’intero tessuto economico del nostro Paese e il Governo ha il dovere di identificare tutte le misure necessarie per tutelare tutti i lavoratori, a cominciare di chi è più esposto come gli autonomi e le partite IVA. Per questo ritengo necessaria la sospensione di tutti i versamenti e adempimenti tributari, contributivi e assistenziali, compresi quelli relativi ai tributi locali, prevedendo da subito l’annullamento di sanzioni e interessi.

In più, per tentare di contenere un’emergenza economica di tale portata si devono sospendere per tutti i contribuenti i pagamenti delle cartelle emesse dagli agenti di riscossione, compresi quelli collegati alle definizioni agevolate, nonché la riscossione coattiva, prevedendo un’ulteriore dilazione della rateazione dei pagamenti delle somme dovute all’erario a seguito di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, è fondamentale che il Governo si impegni a salvare le imprese dalla drammatica crisi di liquidità che stanno vivendo adesso e dalle difficoltà cui inevitabilmente dovranno far fronte quando potranno tornare ad operare a pieno regime, perché senza impresa non c’è lavoro.

Pertanto, bene la proposta dell’Ordine dei Commercialisti di ridurre del 50% la base imponibile dell’IMU per tutti i fabbricati utilizzati dalle imprese che svolgono attività che abbiano subito limitazioni a seguito dei provvedimenti dell’autorità pubblica per l’emergenza sanitaria, cui però vanno affiancati altri interventi che noi di Forza Italia chiediamo da tempo, come l’eliminazione di plastic e sugar tax, un intervento di modifica alla disciplina degli indici sintetici di affidabilità e la previsione di una modalità agile e semplice per gli adempimenti relativi agli interventi di ristoro economico per gli operatori e per i lavoratori che verranno messi in campo dalle Istituzioni.

Coronavirus, per l’emergenza economica usiamo l’avanzo primario del 2019

Per far fronte all’emergenza nell’economia reale del nostro Paese a seguito dell’emergenza sanitaria da coronavirus è evidente che i 7,5 miliardi di “flessibilità” da richiedere all’UE di cui parla il Governo italiano si configurano come un vero e proprio pannicello caldo.

Si tratta, invece, di mettere in campo risorse economiche in grado di sostenere il nostro tessuto industriale, le nostre piccole e medie imprese, i commercianti e gli artigiani, i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti che rischiano di pagare il conto di una situazione imprevedibile quanto eccezionale.

Pochi giorni fa, l’ISTAT ha diffuso i dati relativi al PIL e all’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche nel triennio 2016-2019, in cui è emerso come il saldo primario (ovvero la differenza tra entrate e spese delle amministrazioni pubbliche, escluse le spese per interessi) per l’anno 2019 sia positivo e pari a 31.004 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (+1,5% nel 2018). Allo stesso tempo, il saldo di parte corrente (ovvero la differenza tra entrate correnti e uscite correnti delle AP) è risultato positivo e pari a 27.880 milioni di euro (16.071 milioni nel 2018). Tale miglioramento è il risultato di un aumento delle entrate correnti di circa 23,1 miliardi di euro, a fronte di un incremento delle uscite correnti di circa 11,3 miliardi.

Sono i dati migliori dal 2013 ad oggi.

Quei saldi positivi, ottenuti grazie allo sforzo dei contribuenti italiani (gravati, come sono, da una pressione tributaria oltre la media UE), potrebbero essere utilizzati subito e in via straordinaria per fronteggiare la crisi di liquidità che sta colpendo il nostro sistema economico nazionale.

Un grande paese come l’Italia, in cui il PIL dell’anno scorso ha raggiunto circa 1790 miliardi, deve poter utilizzare circa 30 miliardi di risorse dei nostri contribuenti per uscire da una crisi senza precedenti, con buona pace dell’Unione Europea.

Coronavirus, prorogare le scadenze degli adempimenti fiscali

Sospendere i termini e prorogare le scadenze fiscali e le sanzioni amministrative, nelle aree soggette alle misure speciali varate dal governo, fino al termine dell’emergenza coronavirus, che in queste giorni sta mettendo a dura prova le regioni italiane, a cominciare da Lombardia, Veneto, Friuli e Piemonte.
È quanto ci aspettiamo sia messo in campo da subito dall’attuale Governo per agevolare in questa fase critica i cittadini e le imprese del nostro Paese, che è quello – lo ricordo – con il maggiore numero di casi di contagio accertati nell’intera Unione Europea. Ed è ciò che, come partito, come gruppo parlamentare e come dipartimento Bilancio e Finanze di Forza Italia Piemonte abbiamo immediatamente proposto.

Emodinamica a Chivasso, per il nostro territorio una buona notizia

Per il nostro territorio, una buona notizia. Che merita un paio di considerazioni.

La prima, di merito, riguarda l’iter per arrivare fino ad oggi, con la riattivazione di un servizio atteso da troppo tempo e cui la Giunta guidata dal Presidente di Forza Italia Alberto Cirio, come promesso in campagna elettorale, ha dato attuazione in pochi mesi. Un atto di governo su cui si è registrata una compattezza determinata e determinante da parte dei rappresentanti delle Istituzioni sul nostro territorio, senza distinzione. Un bel passo in avanti rispetto, invece, all’epoca in cui l’Amministrazione comunale di Chivasso di centrodestra veniva accusata dalle allora minoranze di voler far attivare un macchinario per l’emodinamica, peraltro parcheggiato in ospedale da anni ma mai utilizzato, per finalità elettorali: accuse che ebbero addirittura strascichi giudiziari, poi finiti, giustamente, nel nulla. Questa volta si è stabilito un principio sacrosanto: fare squadra per il proprio territorio non solo è giusto, ma consente di ottenere risultati.

La seconda considerazione, infine, è di metodo. Chi ha organizzato la cerimonia odierna ha stabilito un secondo principio sacrosanto: le iniziative pubbliche sono riservate ai rappresentanti pro-tempore nelle Istituzioni che hanno competenze e responsabilità dirette nelle scelte effettuate. In questo caso, dunque, è stata azzeccata la scelta di non coinvolgere i Parlamentari eletti in questo territorio e attualmente in carica, perché – come si sa – l’organizzazione del servizio sanitario è di competenza dell’Amministrazione regionale tramite le Aziende Sanitarie Locali, sulla base degli indirizzi della Conferenza dei Sindaci. Personalmente, poi, anche da Amministratore comunale di questa zona, più che alle cerimonie, per natura sono molto più interessato alla cosiddetta execution e cioè agli indicatori di performance relativi al servizio reso alla popolazione: su questi aspetti, concentrerò la mia attenzione da oggi in avanti.

La flat tax per le partita IVA ha dato risultati positivi? Il Governo giallorossofucsia la elimina

Finalmente anche l’osservatorio sulle partite Iva del MEF certifica quanto noi di Forza Italia sosteniamo da sempre: con la flat tax si ottiene una semplificazione del rapporto con l’erario che fa aumentare la base imponibile e, di conseguenza, le entrate fiscali. E i dati del 2019, anno in cui ha visto la luce un primo timido esperimento di tassa piatta per le sole partite IVA fino a 65mila euro annui, sono lì a dimostrarlo. Peccato che il governo giallorossofucsia abbia deciso con la sua Legge di bilancio di smontare uno dei pochi provvedimenti economici del governo precedente capace di produrre benefici, facendo emergere ancora una volta la propria avversione al lavoro autonomo e dimostrando una sola grande capacità: quella di eliminare ciò che funziona.

Secondo i dati forniti dall’osservatorio del Ministero nel 2019 sono state aperte oltre mezzo milione di partite Iva, con un aumento molto rilevante rispetto all’anno precedente (+6,4%), proprio grazie al regime forfettario con l’aliquota agevolata al 15%. Delle 545.700 nuove partite IVA, infatti, 263.043 hanno sfruttato questa opportunità, segnando un + 34,5% rispetto al 2018. Ma i dati ci dicono anche che il 44,8% di esse sono state attivate da professionisti, imprenditori e lavoratori autonomi under 35.

Numeri che, purtroppo, non potranno ripetersi nel 2020, quando le partite IVA dovranno fare i conti con modifiche al regime forfetario che, da un lato creeranno una nuova variazione di esodati, gli esodati della flat tax, e dall’altro lato non potranno che scoraggiare chi vorrebbe scommettere su se stesso con una nuova attività lavorativa autonoma. Con un esito scontato: più disoccupazione e meno entrate fiscali. Insomma, tafazzismo allo stato puro.

Dipartimento Bilancio e Finanze Forza Italia Piemonte, un incarico che mi onora

Ringrazio il Coordinatore di Forza Italia Piemonte on. Paolo Zangrillo per aver deciso di affidarmi la titolarità del dipartimento regionale Bilancio e Finanze del nostro Movimento. Si tratta di un incarico che mi onora, e che mi responsabilizza ulteriormente nel mio impegno politico, nazionale e locale: lo affronterò con la professionalità e la dedizione che merita, avendo come obiettivo quello di fornire al dibattito pubblico le proposte pro-contribuenti, per la semplificazione e la riduzione fiscale, e per un minor intervento statale nell’economia che costituiscono l’identità di Forza Italia.

A tal fine, anche in accordo con il responsabile nazionale sen. Gilberto Pichetto, formerò da subito un gruppo di lavoro composto da professionisti, docenti universitari, dirigenti e amministratori pubblici, che mi supporterà nella definizione delle best practices economico-finanziarie, da promuovere attraverso un’attività convegnistica e seminariale su tutto il territorio piemontese e da realizzare come “marchio di fabbrica” di Forza Italia nel governo degli Enti locali.

Spazzacorrotti, dalla Consulta il primo schiaffo a Bonafede e al suo partito

Ieri l’Avvocatura dello Stato ha clamorosamente sostenuto l’incostituzionalità dell’applicazione retroattiva della Legge cosiddetta Spazzacorrotti; oggi la Corte Costituzionale lo ha definitivamente stabilito, con una sentenza che non lascia spazio ad alcuna incertezza: le preclusioni previste dall’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario possono essere estese ai reati contro la pubblica amministrazione solo per i fatti commessi dopo, e non prima, dell’entrata in vigore di quella Legge fortemente voluta dal Ministro Bonafede e dal suo partito.

Viene, dunque, ristabilito un principio giuridico fondamentale, e cioè che l’applicazione di una norma in modo retroattivo viola l’articolo 25 della Costituzione.

A questo punto, chi ha proposto un provvedimento legislativo intriso del solito giustizialismo ossessivo dovrebbe avere da un lato l’umiltà di chiedere scusa a chi, dall’entrata in vigore della sua Legge nel gennaio 2019 ad oggi, è stato ingiustamente incarcerato; dall’altro lato, di vedersi imputato il danno erariale per ingiusta detenzione che lo Stato si troverà a dover fronteggiare per risarcire tutti coloro che, loro malgrado, hanno vissuto questa situazione.

Questo è il risultato di un’improvvisazione, di un’inadeguatezza e di un’ostinazione a proporre legge indifendibili sul piano giuridico e costituzionale, che noi come Forza Italia, in questo confortati da tanti autorevoli depositari della dottrina, abbiamo sempre denunciato.

Ed è solo il primo atto, perché nei prossimi giorni la stessa Consulta sarà chiamata a valutare l’equiparazione dei reati contro la PA con quelli di mafia e di terrorismo, contenuta nella stessa legge cosiddetta Spazzacorrotti: una cosa folle, frutto di un modo populista e demagogico di legiferare, che ci aspettiamo sia definitivamente cancellata.