Una settimana da grande elettore

Con la giornata di oggi il Parlamento in seduta comune ha dato via alle votazioni per la scelta del prossimo Presidente della Repubblica. Un’elezione a cui, insieme ai delegati delle Regioni, sono chiamati tutti i Parlamentari.

Un momento che comporta responsabilità e anche un po’ di emozione nell’essere partecipi ad un appuntamento così importante.

No al fisco degli algoritmi!

Come rappresentante di Forza Italia in Commissione Anagrafe Tributaria, sono in prima linea nell’oppormi a un’idea di riscossione fiscale basata su intelligenza artificiale. Ben venga la tecnologia se può aiutare l’efficienza della riscossione, ma in alcun modo questo può diventare un lasciapassare per un’Agenzia delle Entrate disumanizzata che certifica la colpevolezza o meno di un cittadino in base ad un algoritmo.

❌ Non possiamo consentire che un algoritmo decida chi e come ha commesso delle violazioni.
❇️ Ci battiamo invece per un fisco che sia equo, comprensivo e non punitivo per il cittadino.

In Commissione abbiamo quindi chiesto di escludere esplicitamente che atti di accertamento dell’Agenzia delle Entrate possano essere frutto esclusivo di una procedura automatizzata.

Presidenza della Repubblica, e dintorni 

I giornali sono da tempo pieni di ricostruzioni sul cosiddetto “romanzo Quirinale”, il percorso cioè che ci porterà alle votazioni in Parlamento – probabilmente a partire dal 18 gennaio dell’anno nuovo – del prossimo Presidente della Repubblica.
Nel merito, nelle scorse settimane le colonne dei principali quotidiani sono state riempite da più o meno velati (molto meno che più) inviti al Presidente oggi in carica Sergio Mattarella a rimanere per un bis, magari a tempo determinato (!). A tal proposito, come non ricordare l’enfasi con la quale sono stati sottolineati i meritati applausi del “popolo della Scala” di Milano, nel corso della prima della nuova stagione teatrale… Da un paio di giorni, poi, incassato il definitivo diniego dell’attuale custode della Costituzione, all’interno di quelle stesse colonne fior di editorialisti stanno alacremente lavorando per l’ipotesi Draghi al Quirinale, con una sorta di Governo del Presidente che ci accompagnerà di qui alla scadenza naturale della legislatura a marzo 2023. Vedremo con quali esiti. Ma non è su questo aspetto (su cui ovviamente ho le mie idee ben chiare) che vorrei soffermarmi, visto che sarà un tema dei primi giorni del nuovo anno.
Oggi, invece, vorrei sottolineare una questione di metodo, che così, en passant, viene veicolata sui principali media della carta stampata. Ed è la stessa che non ha permesso all’inizio dell’attuale Legislatura alle forze politiche di centrodestra, unite in una coalizione che si era presentata compatta al giudizio degli Italiani, di avere l’incarico per tentare di formare un Governo, pur avendo ottenuto la maggioranza relativa dei seggi parlamentari. Così come assomiglia molto alla storiella secondo cui, quando un candidato qualunque è in una lista del PD, si tende a sottolinearne principalmente l’espressione della sua territorialità, mentre, a parti invertite, diventa solo un candidato “di destra”, magari brutto, sporco e cattivo o, ancora peggio “un pericoloso berlusconiano” (orrore!) da osteggiare in ogni modo, senza alcun radicamento (e potrei riempire post e post su questo argomento, con testimonianze dirette).
Tutto ciò trova una perfetta sintesi nelle dichiarazioni virgolettate, su La Stampa di ieri, del Ministro PD Andrea Orlando, che sul nome del prossimo Presidente della Repubblica si è così espresso: “Serve un presidente di garanzia, un rappresentante del centrodestra come vuole la Meloni non lo sarebbe”.
Quindi, per tradurre: se fosse del centrosinistra (come TUTTI i Presidenti eletti dal Parlamento dopo la fine della cosiddetta Prima Repubblica) avrebbe le caratteristiche giuste, perché “di garanzia”. Se fosse del centrodestra, che – giova ricordare – oggi ha la maggioranza relativa dei Grandi Elettori dalla sua, sarebbe di parte: in altri termini, una proposta irricevibile.
La notizia, però – da dare a quelli che ancora ragionano in questi termini – è che il centrodestra, grazie a Silvio Berlusconi e a Forza Italia, esiste, è ben radicato nella società, rispetta e serve le Istituzioni, governa e svolge il lavoro di controllo a tutti i livelli – Stato, Regioni, Città Metropolitane, Province, Comuni – ed è, quando si presenta unito, stabilmente la prima forza politica per consenso, spesso con ampio margine. E tutto ciò avviene ormai da quasi 28 anni. Quindi, nelle nostre fila si trova ben più di un esponente che ha l’autorevolezza, la storia e i valori. Uno più di tutti, e nel mio caso non è difficile indovinare a chi mi riferisca, ma ne parleremo nei primi giorni del 2022, entrando nel merito e superando, appunto, veti di metodo che appartengono ad un modo di leggere i fatti della politica superato e stantio. Questo sì, davvero irricevibile.

Dichiarazione di voto in Aula – DL Fisco

Sono intervenuto in Aula alla Camera in rappresentanza del mio gruppo parlamentare per fare la dichiarazione di voto rispetto al Decreto Fisco. Di seguito, l’intervento integrale.

Intervento integrale

Grazie Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi,

 

 

ieri il nostro gruppo ha accordato il proprio voto di fiducia al decreto legge in esame, quindi non credo di fare una rivelazione se, già in premessa, confermo l’orientamento positivo anche per il voto finale.

 

Si tratta di un provvedimento (che riguarda interventi urgenti sul fisco, sul lavoro e su altri argomenti) che – è inutile nasconderlo – avremmo voluto migliorare, se ce ne fosse stata l’opportunità anche in questo ramo del Parlamento.

 

Purtroppo – ed è un fatto che non posso non sottolineare, ribadendo la posizione espressa ieri dalla collega Renata Polverini (nel corso della dichiarazione a nome del gruppo di Forza Italia sul voto di fiducia) – il decreto legge 146 del 21 ottobre scorso è arrivato qui “chiuso” ad ogni possibilità di modifica, anche stante l’imminente scadenza dei 60 giorni previsti per la sua conversione in legge.

 

Un monocameralismo “di fatto” che si ripresenta ormai con troppa frequenza e che, ahinoi, caratterizzerà anche l’iter della legge di bilancio, che ha assegnato nuovamente al Senato l’onere e l’onore di esaminare “in via esclusiva” il provvedimento principale con cui – in via previsionale – si destinano le risorse dei cittadini-contribuenti.

 

C’è, dunque, un tema di METODO che non intendiamo negare.

 

E poi ci sono alcune considerazioni di MERITO che Forza Italia ritiene di dover evidenziare: perché riguardano aspetti di questo decreto che sono di impatto per famiglie e imprese, e perché riteniamo giusto meritino un’attenzione e una SOLUZIONE già nell’accordo di maggioranza per la legge di bilancio. In particolare, per gli aspetti che riguardano il rapporto con l’erario, visto che a buon diritto possiamo rivendicare la primogenitura di aver messo la “questione fiscale” al primo posto della nostra agenda politica.

 

Il primo aspetto è l’annosa questione della proroga delle rottamazioni. I termini previsti all’articolo 1 per la cosiddetta Rottamazione-ter e per il saldo e stralcio delle rate in scadenza nel 2020 e nel 2021 sono insufficienti: si tratta di uno spostamento minimo (dal 30 novembre al 9 dicembre, di fatto in questi giorni), che non risolve il problema a milioni di contribuenti.

 

 

Forza Italia aveva chiesto la rimodulazione delle scadenze delle rate di rottamazione, la dilazione delle rate restanti, la previsione di una nuova rottamazione per le annualità 2018-2019, il prolungamento dei tempi per il pagamento spontaneo delle somme richieste con le cartelle di pagamento e l’estensione della rateizzazione per i piani di dilazione.

 

Attraverso un ordine del giorno (votato al Senato da tutti i Gruppi della maggioranza), si è ottenuto un impegno concreto del Governo attraverso la legge di bilancio, per far slittare i pagamenti delle scadenze fiscali ben oltre la mini proroga del 9 dicembre. Ne è stato approvato anche uno poco fa, molto dettagliato, che riferisce sulle gravi conseguenze cui possono incorrere i contribuenti in caso di mancato pagamento. Peraltro la proroga delle rottamazioni era stata legata alla durata dell’emergenza. Che a sua volta è stata prorogata fino a fine marzo.

 

Stupisce, a tal proposito, che da parte di alcuni settori della maggioranza si parli di rimettere in discussione l’accordo sul taglio del numero e di alcune aliquote IRPEF, interventi questi ultimi che per la prima volta vanno a vantaggio del ceto medio – aggiungo – in termini strutturali (non è un bonus, insomma), qualora si dovesse GIUSTAMENTE intervenire per dare ossigeno a quei contribuenti che vorrebbero risolvere le loro partite aperte col fisco ma non sono in condizione di farlo, dopo ormai due anni di grandi difficoltà lavorative e, quindi, di incassi!

 

Vi è poi l’articolo 3-bis, sul quale Forza Italia al Senato ha votato contro, che stabilisce l’inammissibilità dell’impugnazione degli estratti di ruolo e ne circoscrive i casi di diretta impugnazione. Si tratta di una disposizione che è stata duramente contestata dai professionisti di settore e che, secondo Forza Italia, contraddice il principio della leale collaborazione tra fisco e contribuente. Si RIAFFERMA, piuttosto, l’idea di un fisco ostile e vessatore. Sarà quindi uno dei temi che discuteremo anche nella delega fiscale, che è all’esame della nostra commissione Finanze proprio in queste settimane. Anche perché non è pensabile che l’obiettivo dell’attività di riscossione possa essere quello di ampliare ulteriormente l’ingente magazzino dei crediti fiscali del nostro erario, nel quale troviamo crediti ormai sostanzialmente inesigibili per circa 900 miliardi, e cioè il 90% del totale (400 per soggetti falliti, 300 relativi a crediti superiori a 10 anni, 60 per crediti unitari inferiori a 1000 euro, quindi con un costo-opportunità per il loro recupero nettamente sfavorevole, 140 in capo a persone decedute). Se l’obiettivo è recuperare gettito vero, si deve sostenere chi abbia davvero l’intenzione di rimettersi in carreggiata, dandogli però tutto il tempo e le opportunità necessarie per farlo. L’alternativa, in particolare per alcune piccole imprese – coinvolte, loro malgrado, da una ripresa repentina dell’attività di recupero – è chiudere e andare ad ingrossare le fila dei percettori di reddito di cittadinanza. Noi non siamo d’accordo.

Anche la previsione di introdurre l’IVA a carico del terzo pur non svolgendo alcuna attività commerciale, lo diciamo chiaramente, deve essere corretta nel primo provvedimento utile. Le associazioni di settore stanno già affrontando gli adempimenti per l’entrata in vigore del Registro unico del Terzo settore e hanno bisogno di certezze normative, non certo di misure che ne mettano a rischio la sopravvivenza. Aumentare la tassazione, gli adempimenti e, quindi, i costi agli enti no profit, alle associazioni senza fine di lucro e a tutti coloro che si prodigano per il prossimo, è sbagliato e controproducente.

 

Negativo, poi, il giudizio di Forza Italia sul depotenziamento della disciplina del Patent box contenuto nell’articolo 6. Le forze di maggioranza hanno chiesto al Governo di rivedere le novità sul regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di software protetti da copyright e brevetti industriali: anche in questo caso il Governo si è impegnato a riformulare la norma in legge di bilancio. Riteniamo infatti che le agevolazioni previste dalla prima versione del Patent Box vadano salvaguardate, perché favoriscono l’innovazione e implementano la ricerca e lo sviluppo. Non solo. Senza un intervento correttivo corriamo il rischio che il nostro know-how e le nostre eccellenze finiscano all’estero, dove le defiscalizzazioni per le misure relative al Patent Box e agli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo saranno, da domani, più favorevoli rispetto all’Italia.

 

Quanto, infine, alla disciplina del contante, Forza Italia aveva chiesto la proroga della riduzione della soglia a 1000 euro, che scatta dal 1° gennaio 2022. Quasi unici in Europa, nonostante la stessa BCE ci ricordi come non si possa comprimere oltremodo l’uso del contante come mezzo di pagamento. Si è comunque ottenuto che questa soglia non scatti per i cambiavalute, riportandola a 3000 euro.

 

Su questi aspetti, dunque, Forza Italia continuerà la sua battaglia pro-contribuenti, sia al Senato con la Legge di bilancio, sia utilizzando altri provvedimenti legislativi che approderanno in Parlamento, a cominciare dal decreto “Milleproroghe”.

 

Tornando al decreto “fisco e lavoro”, vi sono comunque molteplici aspetti positivi, che provo a sintetizzare.

 

In tema di rapporti con il fisco, su proposta di Forza Italia, si proroga dal 30 novembre 2021 al 31 gennaio 2022 il termine per il versamento, senza sanzioni e interessi, dell’IRAP non versata e sospesa ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge c.d. Rilancio, che aveva disposto che le imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni e i lavoratori autonomi, non fossero tenuti al versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 né della prima rata dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.

Si estende, poi, il termine per l’adempimento dei ruoli portandolo, per le cartelle notificate dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, da 60 a 180 giorni. Anche in questo caso si tratta di una proposta emendativa di Forza Italia, accolta in prima lettura, purtroppo solo in parte perché tale termine sarà applicabile agli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate, ma non agli accertamenti esecutivi e agli avvisi di addebito Inps.

 

Sempre su iniziativa del nostro gruppo, verrà concesso più tempo, fino al 16 gennaio 2022, per pagare gli avvisi bonari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 che avrebbero dovuto essere effettuati entro il 16 settembre 2020 o, in caso di pagamento rateale, entro il 16 dicembre 2020, ma la cui riscossione è stata sospesa per la pandemia.

 

Forza Italia ha proposto e ottenuto il differimento dei termini relativi al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, in favore delle federazioni sportive nazionali, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche. A tal fine, sono stati infatti rinviati i versamenti in scadenza dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021, da pagare in nove rate mensili a decorrere dal 31 marzo 2022.

 

Si interviene, poi, sulla disciplina del cosiddetto Patrimonio Destinato, estendendo al 30 giugno 2022 la possibilità di effettuare alcuni degli interventi previsti e ampliandone la tipologia a condizioni di mercato, anche con riferimento ai soggetti beneficiari. Lo avevamo chiesto già in sede di istituzione dello strumento e lo abbiamo ottenuto.

 

Sempre in tema di sostegno alle imprese, in questo caso quelle dell’automotive, si rifinanzia – con complessivi 100 milioni di euro per l’anno 2021 – il Fondo per l’incentivazione della mobilità a basse emissioni, sia per la concessione dei contributi (ecobonus) per l’acquisto di autoveicoli elettrici e ibridi (per 65 milioni di euro), sia dei contributi per l’acquisto di autoveicoli con fasce di emissioni superiori (10 milioni di euro), nonché per gli autoveicoli commerciali o speciali (20 milioni di euro), ed usati (5 milioni di euro). Tali somme sostengono un settore non da oggi particolarmente in difficoltà, anche per le politiche – che dovranno a nostro giudizio essere ridiscusse – finalizzate a superare definitivamente i motori ad alimentazione “tradizionale” entro il 2035. Pertanto riteniamo che la legge di bilancio per l’anno 2022 debba integrarne la dotazione finanziaria.

 

 

 

Si ripristina la norma del Codice della strada in materia di massa massima consentita nei trasporti su strada, i cosiddetti trasporti eccezionali, che era stata modificata dal decreto legge 121, provocando un forte aumento dei costi a carico degli operatori del settore.

 

In tema di IMU, si interviene sulle agevolazioni per l’abitazione principale nell’ipotesi in cui i componenti del medesimo nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi, sancendo che l’agevolazione spetta comunque ALMENO per un immobile del nucleo familiare: ciò per scongiurare l’impostazione della Cassazione che riteneva INVECE non applicabile in nessun caso l’esenzione in caso di residenza diversa dei coniugi non legalmente separati.

 

Si introducono misure per il risanamento del Servizio sanitario della Regione Calabria, autorizzando un contributo pari a 60 milioni di euro per il biennio 2024-2025, e prevedendo una serie di assunzioni a supporto del Commissario ad acta – cioè il Presidente stesso – per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi sanitari, nonché disposizioni di semplificazione e accelerazione delle attività per le città di Brescia e Bergamo, designate “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2023, in particolare per quanto riguarda la manutenzione di immobili dello Stato a ciò destinati.

 

Infine, si incrementa di 6 miliardi di euro annui, a decorrere dal 2022, il Fondo per l’assegno universale e per i servizi alla famiglia.

 

Come dicevo all’inizio, noi di Forza Italia voteremo questo provvedimento. Lo faremo perché sappiamo stare in maggioranza (anche se non è la maggioranza di centrodestra che vorremmo e che lavoreremo per ottenere), per senso di responsabilità, quello stesso senso di responsabilità che ci ha portato a sostenere, per primi ad inizio di quest’anno, la necessità di un Governo di unità nazionale in un momento drammatico per il nostro Paese dal punto di vista sanitario, economico e sociale, e lo facciamo perché ci auguriamo che questo sia l’ultimo provvedimento di carattere economico dettato dall’urgenza e dall’emergenza e che si possa finalmente tornare a programmare per il futuro:

 

  • con il corretto impiego in termini di investimenti delle importanti risorse finanziarie del PNRR,

 

  • con l’utilizzo pro-crescita dell’ingente risparmio degli italiani (cresciuto di ulteriori 123 miliardi nel primo semestre 2021, come ci segnala proprio oggi uno studio di Intesa Sanpaolo e del Centro Einaudi di Torino, sebbene il numero delle persone in grado di risparmiare sia diminuito, dal 55,1% al 48,6%), utilizzando la leva fiscale;
  • con interventi capaci di aprire il mercato dei servizi pubblici locali, come il decreto Concorrenza, e di aumentare in termini assoluti il numero dei lavoratori, oggi 23 milioni, un numero sensibilmente inferiore a Stati assimilabili per popolazione come Francia e Gran Bretagna;

 

  • con una Legge di bilancio che sia capace di mantenere anche per il prossimo anno il tasso di crescita economica che ha caratterizzato il 2021, superando il rimbalzo tecnico del 6,3% post caduta del PIL del 2020, consolidandolo per il 2022 e per gli anni successivi, e avviando così l’Italia ad essere nuovamente fra le economie trainanti del nostro continente, in modo stabile e non occasionale.

 

Con questi auspici, che sono i nostri obiettivi da forza di Governo quale siamo, esprimo il voto favorevole del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente.

 

Grazie

Firma protocollo SNA a Santena

🛑 Porchietto – Giacometto (FI): Firmato ufficialmente protocollo per SNA a Santena, grande risultato per il territorio 🛑

“Questa mattina a Palazzo Vidoni alla presenza del Ministro della PA Renato Brunetta, del Presidente di Regione Piemonte Alberto Cirio, del Vicesindaco di Torino Michela Favaro, del Presidente della Fondazione Camillo Cavour Marco Boglione e della Presidente SNA Paola Severino è stato firmato ufficialmente il protocollo per inserire Santena tra le sedi della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione.

Un passo che formalizza un risultato importante per il nostro territorio oltre che un riconoscimento di grande valore storico per la figura di Camillo Cavour. Possiamo così confermare che le strutture della Fondazione Cavour a Santena ospiteranno corsi e sessioni della SNA, come già accade alla Reggia di Caserta e alla Foresteria Nord di Roma. Siamo orgogliosi e contenti di aver contribuito a questo lavoro, in piena sintonia con la Fondazione Cavour, la Regione Piemonte, la Città di Torino e il Comune di Santena.

Un grazie particolare al Ministro Renato Brunetta, che con la consueta determinazione ed entusiasmo ha voluto trasformare in tempi brevi questo progetto in realtà.”

Così in una nota congiunta i Deputati torinesi di Forza Italia On. Claudia Porchietto e On. Carlo Giacometto

Cinque interpellanze al Sindaco Metropolitano

Pur essendo subentrato come Consigliere della Città Metropolitana soltanto per gli ultimi 20 giorni di mandato, ho voluto dare un contributo concreto.

L’ho voluto fare anche come “provocazione”, per ricordare una volta in più quanto sarebbe importante ripristinare l’operatività dei consiglieri metropolitani e dell’ente intermedio. Il fallimento dell’impianto di riforma costituzionale voluto dall’ex-Premier Renzi che prevedeva la decostituzionalizzazione delle Province, nettamente bocciato dagli italiani nel dicembre 2016, ha lasciato i cosiddetti enti di area vasta in un limbo, confermandone la previsione costituzionale e l’esistenza, ma rimuovendo ogni tipo di “accountability” dei propri rappresentanti, che risultano eletti con elezioni indirette di secondo livello, senza alcuna consapevolezza dei cittadini su chi siano e soprattutto su come operino. Un tema che risulta ancor più attuale alla luce della sentenza n.240 della Corte Costituzionale dello scorso 7 dicembre, che ha imposto di differenziare la figura del Sindaco Metropolitano da quella del Sindaco della Città Capoluogo.

Ho voluto presentare interpellanze per occuparmi di questioni che guardino al futuro, preferendole ad interrogazioni su questioni irrisolte del passato. Dalla Tangenziale Est, grande progetto di cui il territorio avrebbe bisogno, a esigenze quotidiane più semplici ma non certo meno importanti come i ritardi di una linea GTT e un guard-rail poco sicuro su una SP. Temi che auspico la prossima consiliatura possa affrontare con serietà.

Stamattina ho quindi depositato queste cinque interpellanze, di cui riporto una breve sintesi.

Tangenziale Est di Torino

Ho chiesto Sindaco e all’Amministrazione della città Metropolitana se, con quali tempi e con che modalità di finanziamento ritenga finalmente di procedere con il dossier Tangenziale Est, considerata la recente richiesta in tal senso da parte di 26 Sindaci, il suo inserimento tra le opere strategiche da parte del Presidente della Regione Alberto Cirio e ricordando come già nel 2004 il suo predecessore Antonio Saitta indicasse prioritario questo intervento infrastrutturale. Il sempre maggiore congestionamento del traffico sulla tangenziale di Torino conferma rende la chiusura ad est dell’anello tangenziale non più rinviabile.

Semaforo SP 107 a Brusasco

Con questa interrogazione chiedo spiegazioni rispetto al semaforo posizionato sulla SP 107, a Brusasco nei pressi di Piazzale Ritana, il cui regolare funzionamento si è interrotto ormai cinque anni e mezzo fa. Un semaforo voluto proprio dall’allora amministrazione provinciale per rendere più sicuro il tratto di strada in questione, di cui nessuno in questi anni di stop ha ritenuto di doversi occupare.

Ritardi e disagi della linea 30 GTT

La linea 30 GTT, che collega Torino con Chieri via Pino Torinese, versa da qualche mese in una condizione di ritardi e disguidi che ne rendono ai limiti dell’impossibile la regolare fruizione per studenti, anziani e in generale per i tanti cittadini che ne dipendono come importante vettore di mobilità suburbana. Sia il Sindaco di Chieri che il Consiglio Comunale di Pino Torinese (che ha anche approvato una mozione in tal senso) hanno preso dure posizioni pretendendo un intervento risolutivo da parte di GTT. Chiedo quindi al Sindaco metropolitano, che nella sua veste di Sindaco di Torino è per altro anche azionista di GTT, come intenda muoversi perché l’azienda garantisca un servizio più puntuale ed efficiente.

Manutenzione fermate TPL su rete stradale di competenza metropolitana

Premesso che lungo le SP di competenza della Città Metropolitana si trovano numerose fermate adibite al TPL su gomma e che la loro manutenzione è a carico proprio della Città Metropolitana nei tratti extra-urbani, interrogo l’Amministrazione Metropolitana per sapere se e quando intenda mettere in atto un piano di manutenzione straordinaria delle suddette fermate, considerate le condizioni in cui molto di esse si trovano, con orari ormai illeggibili, paline cadute per terra e frequenti casi di stati ormai di abbandono.

Seguito alla raccolta firme per nuovo guard-rail a Monteu da Po (SP 105) 

Circa 200 cittadini su 800 residenti del Comune di Monteu da Po hanno rivolto una petizione alla Città Metropolitana chiedendo la sostituzione del guard-rail recentemente installato sulla SP 105, a favore di una struttura meno pericolosa per pedoni, ciclisti e motociclisti, che più si addica a un centro abitato. Con questa interrogazione si chiede conto all’Amministrazione Metropolitana di come intenda agire rispetto a questa richiesta.

Intervista – San Marino TV

📺🗞  Rassegna Stampa
Potete rivedere qui l’intervista integrale su San Marino TV ospite di “Hotel Nazionale – Le stanze della politica”, il talk show di approfondimento coi protagonisti della politica italiana condotto da Antonello De Fortuna.
Si è parlato di Legge di Bilancio, attualità politica, equilibri nel centrodestra e molto altro ancora.
Potete rivedere la puntata integrale cliccando qui

 

Accordo Fiscale – Governo

Fisco: Giacometto (FI), raggiunto accordo importante. (AGI) – Roma, 26 nov.

L’accordo raggiunto tra le forze politiche di maggioranza e il ministro Franco sul “primo tempo” della riforma del fisco mette a segno alcuni punti importanti con le risorse a cio’ destinate dalla Legge di bilancio. Bene, dunque, l’ampliamento della no-tax area, anche per i lavoratori autonomi, il taglio dell’Irpef a favore del ceto medio e il primo importante passo verso la semplificazione, con la riduzione del numero delle aliquote da cinque a quattro.

Con questi interventi, cui si aggiunge l’eliminazione dell’Irap per le ditte individuali e per i professionisti, andiamo finalmente nella direzione di sostenere le piccole imprese e il ceto medio, il che rappresentava fin dal principio l’obiettivo primario per Forza Italia.

Un obiettivo che deriva dalla necessità di ridurre il prelievo fiscale a coloro che si trovano nella fascia di reddito tra 28 e 55mila, i contribuenti cioè su cui grava il peso più significativo della tassazione diretta in termini di gettito complessivo. Ecco perchè il taglio Irpef concentrato sul ceto medio è una necessità.

Ora si tratta di passare al “secondo tempo” della riforma fiscale, con la legge delega in discussione in Commissione Finanze che dovrà andare nella direzione di ridurre a tre le aliquote, di ampliare la platea dei beneficiari dell’intervento di riduzione dell’Irap, di rivedere le aliquote Iva e di introdurre ulteriori semplificazioni negli adempimenti a carico dei cittadini-contribuenti.

Intervista – Prima Torino

Ho fatto una chiaccherata con “Prima Torino”, per approfondire le tematiche più rilevanti in vista della discussione in Parlamento della Legge di Bilancio. Dalla questione fiscale al reddito di cittadinanza, passando per pensioni e superbonus.

Potete leggerla integralmente cliccando qui.