Coronavirus, la bozza del decreto economico ha (poche) luci e (molte) ombre

Quello che è circolata ieri sera, e che stamattina abbiamo ritrovato sui quotidiani, è un decreto economico su cui il Governo ha ancora molto da lavorare. E’ vero, si tratta di una prima bozza. Ma, anche in questo caso, appare quantomeno curioso che, al momento, non siano indicate né le modalità né l’entità delle risorse che saranno indirizzate a finanziare le necessarie e urgenti misure a sostegno della liquidità di famiglie e imprese, specie quelle che più di tutte stanno subendo gli effetti negativi dell’attuale situazione di emergenza.

Se da un lato, infatti, il voucher baby sitter e il congedo parentale, seppur solo al 30%, così come il bonus caregiver e l’aumento degli organici del personale sanitario, sono certamente interventi importanti, dall’altro lato nel testo non vedo particolare attenzione ai lavoratori autonomi, alle partite IVA, ai professionisti, ai commercianti. A coloro, cioè, che tutte le mattine si mettono in gioco, e che oggi si trovano a vivere una crisi di liquidità senza precedenti e che mette a dura prova la loro stessa continuità aziendale. Per costoro, è certamente importante un sostegno attraverso il sistema bancario. Ma, più di tutto, servono interventi di ristoro economico significativi e diretti,

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