Ecotassa su auto benzina e diesel, provvedimento tafazziano

Con la cosiddetta ecotassa sulle utilitarie diesel e benzina il Movimento Cinque Stelle si dimostra ancora una volta orientato ideologicamente alla formula “più tasse” a carico dei cittadini. Anche solo aver immaginato di introdurre un nuovo balzello sulle automobili prodotte in Italia è, infatti, sintomatico di quanto sia superficiale e approssimativo l’approccio, sia alle politiche economiche, sia alle politiche ambientali, da parte degli esponenti pentastellati.

E’ evidente che tutte le forme di incentivo per la diffusione di automobili elettriche ci trovano d’accordo. Tali scelte, tuttavia, non possono prevedere contemporaneamente ulteriori forme di tassazione in un comparto industriale, quello appunto automobilistico, che da solo vale 189 miliardi di euro, pari all’11 per cento del prodotto interno lordo dell’Italia. Piuttosto, si tratta di dare sostegno alle politiche industriali riferite al tessuto manifatturiero tradizionale, per salvaguardare l’occupazione e la competitività del sistema-Paese.

Tra l’altro senza un intervento emendativo alla legge di bilancio da parte del Senato, con questo provvedimento si andrebbero a colpire in primo luogo i cittadini economicamente più deboli, quelli cioè che nonostante gli incentivi non potranno permettersi di sostituire le loro automobili con vetture che, ancora oggi, hanno costi fuori dalle loro possibilità.  

Dopo la levata di scudi di Forza Italia, autorevoli esponenti dell’attuale maggioranza parlamentare si sono espressi a favore di una decisa marcia indietro su questo provvedimento tafazziano: mi auguro che alle rassicurazioni verbali seguano azioni formali, contenute nei provvedimenti di natura legislativa e non in un video-messaggio su Facebook. 

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